L'uomo di fumo cucina sempre per tutti facendosi aria con rosmarini e silenzi. Scruta l'uomo di fumo, e ogni mattina lavora cenere e caffè per una faccia senza occhi che celi la vanità.
Parla piano l'uomo di fumo, si nutre di parole e di note a piè di pagina. Parla e si tradisce, a volte, per un'impossibile benevolenza, per un'inattuabile clemenza.
Sorride a denti stretti e sputa quando non lo vedi.
Agisce in sordina, striscia senza fare rumore, te lo ritrovi accanto con un'assiduità da spia dell'ex unione sovietica. Gioca a Risiko l'uomo di fumo. Gioca a Risiko piano, lento, fumando poco e offrendo vino rosso, distraendo, acqua cheta rovina i ponti, molla il colpo e ritrae la zampa.
La sua mano è sempre candida.
Si appropria l'uomo di fumo, si appropria di cappotti a scacchi e federe e chiavi.
Ma come nelle sere di briscola, basta aprire le finestre, e togliere dalla stanza l'alone.
L'uomo di fumo è solo di fumo.

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